Piede sull’acceleratore per la costituzione di una rete oncologica pugliese

Piede sull’acceleratore per la costituzione di una rete oncologica pugliese

La prima Giornata Pugliese del Paziente Oncologico favorisce l’incontro tra politica, professionisti sanitari e volontariato

«Il 30 gennaio prossimo ci rivediamo qui con la rete oncologica pugliese già attiva».

Durante la celebrazione della prima giornata pugliese del paziente oncologico, martedì 29 novembre presso l’Istituto tumori “Giovanni Paolo II”, il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha tirato la volata della data provando a scandire i tempi, provocato da Francesco Diomede, Vice Presidente nazionale della Favo (Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia).

A fare gli onori di casa, il Direttore Generale Vito Antonio Delvinoimpegnato, anche attraverso l’organizzazione del convegno, a dare al decisore politico un contributo importante sulla gestione “reticolare” delle malattie oncologiche, al fine di recuperare il tempo perso. La mattinata, sviscerata attraverso le lenti analitiche delle professionalità coinvolte, è stata l’occasione per mettere al centro la costituenda rete oncologica sul cui acceleratore la Regione Puglia sta pigiando.

«Chiedersi come mai non è accaduto prima è un lavoro da storici- ha continuato Emiliano- a noi, alla Regione Puglia il compito di velocizzarne l’attivazione senza manomettere quanto già esistente, ma trasformando il presente in una grande squadra».

La cornice dei dettagli può ancora subire qualche aggiustamento, ma il quadro è chiaro e lo ha dipinto con colori altrettanto fiduciosi il direttore del Dipartimento Salute della Regione Puglia, Giovanni Gorgoni. «Non è semplice realizzare tutto entro il 30 gennaio, non fosse altro perché si tratta di un meccanismo intricato, ma ribadisco l’impegno all’attivazione della rete soprattutto per i malati», ha chiarito Gorgoni prima di chiarire i presupposti della rete. «La rete è una struttura organizzativa dalle tre “r”: la rete prevede e chiarisce i Ruoli, perché non tutti sono in grado di fare tutto; serve stabilire quali Risorse richiede una rete, perché le eventuali lacune a livello di risorse umane o tecnologiche vanno colmate; ogni rete deve fissare dei Risultati da conseguire. Per tutti elementi ci vuole coraggio e onestà intellettuale al fine di investire, assumere incarichi e garantire continuità e rinnovo».

La necessità di “lanciare” la rete nel mare delle malattie oncologiche trova la sua origine nei numeri che ruotano intorno al big killer: il cancro. A parlare con i dati alla mano è stata Lucia Bisceglia, componente del “Centro di Coordinamento del Registro Tumori Pugliese”. «Nel 2015 in Italia sono stati diagnosticati 366mila nuovi casi di tumore. Non esiste un sistema di monitoraggio ad hoc, di qui la nascita del registro Tumori che, in Puglia, copre l’intera popolazione. Il registro segue, in sostanza, le tracce che ogni malato lascia, facendo emergere le specificità epidemiologiche di ciascuna Regione. In Puglia per esempio sul podio delle malattie neoplastiche c’è il tumore al polmone e al fegato per gli uomini; per le donne mammella e colon retto. Lo screening permette di intervenire in maniera preventiva sulla malattia, proiettarsi nel futuro e monitorare la sostenibilità dei costi sanitari».

Al Direttore Delvino il compito di tirare le somme, delineando lo scheletro di un ipotetico modello di rete: «La mia proposta, basata su uno dei modelli suggeriti dalla Conferenza Stato-Regioni, il “Cancer Center Network”, si rifletterebbe in Puglia con una serie di step. Si partirebbe col definire tre aree geografiche di competenza, l’area Nord (Bat e Foggia), quella metropolitana di Bari e l’area Sud-Ovest, ognuna delle quali deve avere un unico centro hub oncologico; la seconda fase consisterebbe nell’individuazione di una Consulta Regionale con compiti di indirizzo e verifica, l’humus in cui definire le scelte gestionali; sarebbe necessario, altresì, individuare un Alto Comitato di esperti con compiti esecutivi, di gestione e proposta nei confronti dell’assessorato regionale. La quarta fase passerebbe invece dal monitoraggio dei processi e dei risultati».

La mattinata, impreziosita dall’intervento di Francesco Diomede a capo dell’organizzazione dell’evento in collaborazione con l’Oncologico, dalle parole di Emanuele Sannicandro, Presidente del CIV dell’Istituto (Comitato di Indirizzo e Valutazione), dalle provocazioni del senatore Luigi Dambrosio Lettieri e dalle riflessioni analitiche del professor Francesco De Lorenzo, Presidente della Coalizione Europea dei Malati di Cancro (ECPC) promotore di una “lobby a favore delle associazioni dei malati”, ha rappresentato il primo faro acceso su un percorso fatto di tappe e traguardi che proseguirà nella giornata di sabato 3 dicembre con il convegno “Reti oncologiche regionali: modelli a confronto e ruolo degli IRCCS”.

La tavola rotonda di sabato rivolgerà un’ulteriore luce carica di confronto e conoscenza sul percorso di debutto della rete oncologica pugliese.

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