Gambling, questione di gettito e di riordino

Gambling, questione di gettito e di riordino

Si vive un periodo di crisi e di difficoltà. Ma ci sono mondi, settori e ambiti che continuano a correre, a non fermarsi e a essere floridi e vivi. Uno di questi, senza alcun dubbio, è il gioco d’azzardo. Ed ecco che lo Stato, nelle sue entrate erariali e nel suo gettito, ha nel gambling uno delle sue fonti di guadagno principale e più importante. Tra gennaio e maggio 2017, le entrate tributarie hanno toccato la cifra di 159,42 miliardi di euro, registrando un +1,9%, più precisamente 2,95 miliardi di euro, rispetto allo stesso periodo del 2016. Cifre davvero niente male e che rendono abbastanza evidente la situazione.

Ma qual è il gettito dei giochi? 5,88 miliardi di euro. Da notare e da sottolineare una certa stabilità rispetto al 2016. A far guadagnare di più è il mai fuori moda Lotto, dove sono stati toccati 3,13 miliardi di euro. Vi è stato un calo del 6,1%, ma questo, essendo stato comunque relativamente leggero, non ha portato a una perdita del primato in questa speciale classifica. È stata invece registrata una crescita sui proventi degli apparecchi da gioco. Durante il periodo considerato infatti questi hanno generato 2,41 miliardi di euro, un +9,7%, rispetto ai 2,19 miliardi di euro registrati nel 2016.

Ma nonostante questi dati a dir poco positivi, c’è un qualcosa che manca. La confusione e un insieme di norme poco chiare caratterizzano il mondo del gioco d’azzardo. Ed è per questo che da tanto tempo si parla di un riassetto e di una riorganizzazione del settore gambling. Si tratta di una necessità che non può non essere soddisfatta e a cui non si può non rispondere. A mancare però è l’accordo tra Stato ed enti locali, in sede di Conferenza Unificata. Qualcosa però sembra che si stia pian pian muovendo. A piccoli passi. A confermarlo è stato anche il sottosegretario all’Economia con delega al gioco Pier Paolo Baretta. Il principale obiettivo è quello di ridurre del 30% il numero di apparecchiature. Da dimezzare anche i punti di gioco, che al momento sono 96mila. Ridotta anche la pubblicità, come chiesto soprattutto dal Movimento 5 stelle.

Il provvedimento prevede anche una regolamentazione sul gioco minorile. Totalmente vietato l’ingresso per chi non ha compiuto i 18 anni d’età. La violazione di questo divieto comporterà una grave assunzione di responsabilità. Molto probabile l’introduzione di una sanzione in merito. L’idea, come spiegato da Baretta, non è affatto quella di proibire il gioco d’azzardo, ma di non lasciare troppo campo all’illegalità. Anche se, a molti, il principio proibizionista sembra essere alla base di tutto. Ma è lo Stato a dover gestire il gioco. Ed è per questo che si pensa a un piano dettagliato e preciso. Ed è per questo che si pensa al riordino e alla riorganizzazione. Ed è per questo che prima o poi l’accordo arriverà.

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