La sfida dell’investimento: dall’umano al digitale

La sfida dell’investimento: dall’umano al digitale

Gli investimenti sono la frontiera del futuro, che garantiscono agli investitori una rendita e un guadagno commisurato ai rischi. Le varianti del mercato finanziario sono però molteplici, e non è facile fronteggiare le oscillazioni di titoli e obbligazioni. 

Milano, 25 Luglio 2017 – Sono sempre più gli italiani che sfruttano le potenzialità del digitale per rivolgersi a società di consulenza indipendenti. Il caso di maggior successo è quello di Moneyfarm.com: si tratta di una società di consulenza finanziaria online, nata in Italia nel 2011 e poi “emigrata” in Gran Bretagna dove attualmente mantiene il suo quartier generale. Dal panorama britannico, Moneyfarm propone strumenti di consulenza diretta grazie all’ausilio di esperti qualificati, ma la differenza è data dalla tecnologia, che rende sempre più trasparente la gestione del patrimonio e rendono più scientifica l’investimento e la ricerca di una rendita.

Negli USA e in parte dell’Europa, la consulenza finanziaria digitale è già esplosa; l’Italia, invece, resta a “distanza di sicurezza”, sia per la solita arretratezza multimediale che per le resistenze del settore finanziario da sempre restio ad aprire le porte all’innovazione. La svolta è però vicina, soprattutto all’indomani dell’adozione del regolamento MiFiD2. Dal primo gennaio 2018, i principi di questo nuovo testo aiuteranno i risparmiatori ad ottenere maggiore trasparenza e a regolamentare anche spese e commissioni.

Attualmente Moneyfarm con il suo modello di consulenza finanziaria digitale ha registrato le adesioni di oltre 100.000 investitori, che con cadenza quotidiana analizzano le evoluzioni del mercato e le conseguenze dello stesso sui portafogli di investimento”, si legge sul portale specializzato Top Legal. Prima di arrivare alla fase di analisi di mercato, però, l’investitore mantiene i livelli di profilazione della consulenza finanziaria tradizionale. In una prima fase, infatti, ogni risparmiatore risponde ad un questionario che definisce il grado di aderenza dello stesso a rischi più o meno elevati, nonché gli obiettivi sottesi ai diversi strumenti. L’ultimo passo, ma probabilmente anche il più importante, è quello della scelta dell’investimento. Gli esperti di Moneyfarm consigliano di diversificare il portafoglio.

La differenziazione degli asset a seconda delle tipologie e delle aree geografiche consente infatti ai risparmiatori di ridurre drasticamente l’esposizione ai rischi, abbracciando una serie  di opzioni e opportunità totalmente differenti tra loro. In fase di diversificazione, infatti, le azioni si bilanciano tra di loro, annullando gli effetti negativi e portando ad un loro probabile contenimento in attesa di tempi migliori e di performance in ascesa. La chiave della diversificazione in diversi casi è l’esperienza degli investitori e dei consulenti, soprattutto se bisogna seguire le evoluzioni di obbligazioni e azioni, ma anche il tempo a disposizione costituisce una variabile importante nell’evoluzione più o meno positiva del proprio patrimonio.

Nella diversificazione esiste però una “chiave” meno rischiosa e più efficiente, con la scelta che ricade sugli ETF o sui Fondi comuni, che abbattono i costi e ammortizzano gli effetti del mercato. Chi acquista una quota di un fondo ha accesso ad una piccola parte di un paniere o di un indice, puntando su mercati e comparti totalmente differenti tra loro. Il vantaggio di una diversificazione così accentuata è riscontrabile sia dai grandi che dai piccoli investitori: i primi tenderanno a massimizzare i rendimenti, i secondi ridurranno ai minimi termini sia gli esborsi che i rischi.

A questo punto “interviene” la digitalizzazione di processi, il “quid” fornito da Moneyfarm, che facilita gli accessi ai servizi in fase di sottoscrizione, di scelta degli investimenti e di controllo dell’evoluzione tramite computer o dispositivi mobili, ma al contempo abbatte i costi dando un vero valore aggiunto ai risparmiatori. Va però specificato che alle spalle del modello italo-britannico non risiede una consulenza totalmente automatizzata, ma un supporto digitale ad una consulenza finanziaria già di per sé qualificata e esperta. La chiave del successo è quindi una gestione dell’investimento mediata dalla tecnologia, per un servizio sempre più customizzabile e al passo con i tempi.

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