MTP lascia la Pirelli nel 2020: uno sguardo alla storia del più grande conglomerato italiano di pneumatici 

MTP lascia la Pirelli nel 2020: uno sguardo alla storia del più grande conglomerato italiano di pneumatici 

Il Gruppo Pirelli nasce a Milano nel 1872 grazie alla mente dell’ingegnere Giovanni Battista Pirelli e diventa presto uno dei nomi italiani più famosi nel mondo che hanno influenzato l’economia, lo sport e anche l’arte. Partendo dalla produzione di articoli tecnici di caucciù vulcanizzato, Pirelli conquista il mercato in diversi settori e guadagna presto, di diritto, un posto tra le aziende quotate in Borsa.

Dal 1992 il Gruppo è stato egregiamente guidato dall’Amministratore Delegato Marco Tronchetti Provera, una figura fondamentale per l’azienda che l’ha accompagnata attraverso tutti i grandi cambiamenti dell’ultimo ventennio. Nello stesso anno in cui Tronchetti Provera si mette al timone, infatti, Pirelli ottiene la sua prima quotazione in borsa, restando sulle scene fino al 2015, quando un’Opa, promossa da ChemChina, sospende le azioni dal mercato telematico azionario, fino al delisting. Oggi si aspetta il grande ritorno del Gruppo sul mercato attraverso un’Ipo che avverrà il 4 ottobre.  Già quotata nel 1922 come Pirelli & C Sapa e poi, nel 1926 come Pirelli Spa, la società, uscita dal mercato nel 2015 dopo più di vent’anni di permanenza, torna sul mercato azionario.  Marco Tronchetti Provera si è da subito detto deciso e determinato a condurre il Gruppo verso un nuovo ingresso in Borsa, lavorando nell’obbiettivo di promuovere un aumento di capitale volto a ridurre i debiti creati dall’Opa del 2015. È la Marco Polo, la stessa holding italiana che aveva lanciato l’Opa, che crea un’intesa con un pool di banche d’affari e riesce a ricapitalizzare la finanziaria attraverso un prestito che sarà in grado di accelerare i tempi e di sanare il rapporto tra il debito e il margine operativo lordo.

Marco Tronchetti Provera è sicuro di poter distribuire i dividendi già a partire dal 2019 nella misura del 40% e il giorno del roadshow ha fatto anche un altro grande annuncio: nel 2020 lascerà la guida dell’azienda. Questa importante decisione, rassicura il CEO di Pirelli, arriva solo per una questione puramente anagrafica, e comunica a tutti che continuerà a lavorare a fianco del Gruppo dopo aver scelto, in autonomia, il suo successore. È molto probabile che Tronchetti Provera sappia già il nome di chi si meriterà la sua poltrona, ma l’unica conferma che per il momento arriva è che si tratta di una persona interna all’azienda, che la conosce e che sarà perfettamente in grado di rivestire questo ruolo.

Una lunga storia

Le radici di questa storica ed importante azienda si trovano nella città di Milano e più precisamente dove sono state gettate le fondamenta del palazzo più famoso della città meneghina. È infatti dove oggi sorge quello che tutti chiamano il Pirellone, sede del Consiglio Regionale della Lombardia, che nasce il primo opificio, la struttura industriale dove Pirelli avvia la sua variegata produzione: tele gommate, cinghie di trasmissione, cavi telegrafici sottomarini e raccorderie in gomma, giocattoli, tappeti e impermeabili, materiale per sale operatorie. Subito, Pirelli si impone sul mercato e raggiunge la fama grazie alla cooperazione e alla collaborazione con un’altra grande azienda italiana, Bianchi, lo storico marchio produttore di biciclette con cui venne realizzato il primo pneumatico per bicicletta, che precede i primi pneumatici per motociclette e autovetture. Pirelli si impone quindi sul mercato con la produzione di pneumatici ad alte prestazioni e presto il Gruppo diventa protagonista di fusioni e acquisizioni di prestigio come quella con la Dunlop inglese. Con la famiglia Benetton, Banca Intesa e Unicredit, di cui il Gruppo Pirelli farà parte fino al 2007, partecipa anche alla creazione della Olimpia Spa, una società di telefonia.

La produzione rende necessaria la costruzione di un nuovo stabilimento che sorge dove oggi, dal 2004, ha sede l’Hangar Bicocca, una fondazione no profit che mette a disposizione del pubblico un immenso spazio espositivo per promuovere lo sviluppo dell’arte contemporanea.

Sono 12 i paesi in cui Pirelli lavora alla produzione industriale di pneumatici che, tuttavia, non rimane l‘unico settore di interesse del Gruppo. LA società, infatti, comincia ad inserirsi anche nelle attività immobiliari con la Pirelli Real Estate; attraverso la collaborazione con altre società, poi, comincia ad occuparsi dell’accesso a banda larga e fotonica. Nasce anche la Pirelli Ambiente Renewable Energy che opera nel settore delle fonti rinnovabili di energia da rifiuti e, sempre restando nel settore ambientale, prende vita la Pirelli Eco-Technology che si occupa della mobilità sostenibile attraverso la produzione di combustibili alternativi e filtri antiparticolato.

Ma le sorprese che Pirelli ci riserva non finiscono e il grande pubblico fa presto a legare il nome di questa società al mondo della moda. Con il calendario, The Cal, Pirelli segna un punto a suo favore: crea un prodotto che nasce come gadget aziendale e che presto diventa icona di stile. Ogni presentazione del calendario è un evento che racconta la vita, la società e i cambiamenti e dimostra come famosi fotografi, modelle e attrici facciano a gara per aggiudicarsi uno scatto. L’incedere di Pirelli nella moda, però, continua fino ad arrivare ad un progetto di industrial design sviluppato dalla PZero attraverso la produzione di abbigliamento.

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