BAIL IN? Una stupidaggine per il pro-rettore della Lumsa

BAIL IN? Una stupidaggine per il pro-rettore della Lumsa

Anche la stampa cattolica bolla il bail link come “la grande truffa” ai danni dei risparmiatori. Dalla Agenzia SIR (Servizio di Informazione Religiosa) viene intervistato il pro-rettore della Lumsa, Giovanni Ferri, ordinario di economia politica

“Quando fallisce l’economia – spiega il prof. Giovanni Ferri – falliscono anche le banche. E questo ovviamente non riguarda solo l’Italia. Poi, certamente, ci sono stati anche i cattivi comportamenti, i conflitti d’interesse, le vere e proprie frodi. Ma non sono questi che hanno messo in ginocchio le banche. Possono spiegare una piccola quota dei problemi, diciamo il dieci per cento tanto per dare l’idea”

Ricordiamo che il ‘bail in’ – letteralmente ‘salvataggio interno’  – è una regola che in caso di crisi bancaria consente di arrivare a coinvolgere anche i depositi, sia pure quelli superiori ai 100 mila euro

“È una grandissima stupidaggine – spiega il pro-rettore perché va contro ogni logica: in qualche modo è come se si riversasse sulla parte più debole, il risparmiatore, l’onere di vigilare. Ma chi va in banca è una persona che vuole stare tranquilla, che chiede di poter avere fiducia, non un esperto che punta a lucrare con la speculazione e se ne assume consapevolmente i rischi”. 

E NEPPURE I CORRENTISTI “ORDINARI” SONO AL SICURO

Ricordate quando la società in difesa dei correntisti, SDL Centrostudi, spiegava che  la tempesta, che è costata al momento più di 60 miliardi, di cui un terzo a carico dei contribuenti, era pronta a fare altre vittime tra i piccoli risparmiatori in “BANCHE: LA TEMPESTA È DAVVERO PASSATA?”

Siamo proprio sicuri che i nostri conti bancari sotto 100.000 euro siano protetti? Forse: ecco cosa c’è di vero Bail in, i conti correnti non saranno più protetti? Cosa nasconde lo spiazzante annuncio della Bce.
Ad oggi sono totalmente garantite le somme depositate in un conto fino a 100.000 euro, che saranno integralmente restituite al titolare anche nel caso di fallimento della banca, ma in futuro potrebbe non essere più così.

L’istituto di Francoforte avrebbe, infatti, emesso una proposta di mettere fine al sistema che garantisce le giacenze dei conti correnti bancari, almeno fino ad un importo massimo di 100 mila euro.

In questo documento si legge come la BCE propone di modificare la Direttiva sulle risoluzioni bancarie (BRRD) in modo che si possa sospendere anche il ritiro dei depositi protetti (i depositi retail fino a 100.000 euro) per salvare le banche dichiarate in fallimento “failing or likely to fail”.  La sospensione, da attivare solo in casi eccezionali, per non più di 5 giorni, e consentendo la possibilità di piccoli prelievi giornalieri.
In sostanza, la Bce suggerisce di passare dai criteri estremamente rigidiattualmente in vigore a un sistema di deroghe discrezionali decise dall’autorità competente.
Ma questo, di fatto, segnerebbe la fine della garanzia sui depositi in caso di fallimento di una banca o di attivazione della procedura di bail-in. Ora, è necessario fare presente che la BCE ha rilasciato il suo parere, ma che questo non è vincolante e né è detto che verrà mai messo in pratica.
Purtroppo l’Europa propende sempre di più a un’interpretazione sempre meno favorevole al piccolo risparmio, dopo che i casi delle due banche venete e di MPS avevano segnalato una forte flessibilità di Bruxelles nell’applicazione della direttiva sul “bail-in”.
Cosa fare dunque con i propri risparmi?
Senza garanzie sui conti bancari i risparmiatori dovrebbero scegliere meglio la loro banca, avendo cura di depositare il loro denaro negli istituti più sicuri, consapevoli che altrimenti rischierebbero di rimetterci di tasca propria. La conversione dei depositi in oro espone ai furti, e tenere i proprio depositi “fisici” in banca comporta comunque l’esborso di un canone annuo. La conseguenza più probabile sarebbe una nuova fuga dei capitali all’estero verso destinazioni-rifugio come la Svizzera. Lo scopo, in extrema ratio della proposta della Bce resta quella di spingere i risparmiatori, con l’invito a ridurre al massimo i rischi, ad una diversificazione dei loro investimenti, rimettendo se vogliamo in circolo nel sistema creditizio anche quei risparmi che giacciono nei conti correnti.

 

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