Cosa ci insegna George Weah, nuovo Presidente della Liberia? Che la vita ricomincia a 50 anni

Cosa ci insegna George Weah, nuovo Presidente della Liberia? Che la vita ricomincia a 50 anni

Perché dovrebbe interessarci la vita un ex calciatore del Milan e Pallone d’Oro che ha conquistato la presidenza del suo Paese con più del 60 per cento dei voti? Ce lo spiega Stefano Pigolotti, Personal coach professionista e relatore ai corsi di Skills Empowerment.
La  storia di George Weah, 51 anni, ex calciatore del Milan e Pallone d’Oro, che non si è fermato alla sua vita da calciatore ma è stato eletto presidente della Liberia. e prenderà il posto di Ellen Johnson Sirleaf, la prima donna africana ad essere stata eletta presidente, in quello che sarà il primo passaggio di poteri pacifico nella storia della Liberia è per noi  molto interessante.
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“Quando una persona supera i 50 anni – spiega il Personal Coach Pigolotti – in genere rinuncia a molte delle attività a cui si dedicava quando era più giovane. Inizia a pensare alla “pensione”, pensa che presto il suo lavoro, le attività che lo hanno reso attivo finiranno. Eppure non è così per alcuni: volete un altro esempio? Brian May, chitarrista di Queen ha ottenuto tutto dalla vita: successo, soldi, fama millenaria.
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Qualcun altro si sarebbe accontentato, si sarebbe crogiolato tra gli allori. E invece lui, all’età di 60 anni compiuti ha deciso di prendere un dottorato di Astrofisica.
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Brian May insieme alle italiane  Gloria Andreuzzi (astronoma ) e a Noemi Pinilla Alonso (operatore al telescopio) nella stazione di osservazione alle Canarie durante la sua ricera di dottorato. 

Il chitarrista dei Queen Brian May insieme alle italiane  Gloria Andreuzzi (astronoma ) e a Noemi Pinilla Alonso (operatore al telescopio) nella stazione di osservazione alle Canarie durante la sua ricera di dottorato.

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LA VITA? RICOMINCIA A 50 ANNI
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Una volta J.K. Rowling (la celebre autrice di Harry Potter) ha affermato:
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“Toccare il fondo divenne un solido fondamento per ricostruire la mia vita”. A volte bisogna affondare completamente per ritrovare l’energia perduta e tornare alla ribalta. La buona notizia? Tutti hanno una seconda possibilità per ricominciare. La Rowling quando scrisse Harry Potter era disoccupata, ragazza madre e il suo manoscritto  fu rifiutato da 12 delle maggiori case editrici britanniche prima di essere accettato, dopo più di un anno, dalla modesta Bloomsbury. Oggi è la donna più ricca del Regno Unito con un patrimonio di 1 miliardo di Sterline (1,5 miliardi di euro).

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Negli anni Novanta, l’economista britannico Andrew Clark studia 10 mila individui e riesce a isolare “la radice” della felicità. Non è il lavoro o il denaro, non il fatto di essere maschi o femmine, di essere single o sposati, con o senza figli. E’ l’età che determina il nostro grado di soddisfazione. E quale età? Dai 30 anni fino a tutti i 40 si scende in palude, a 49 si tocca il fondo del pozzo triste, a 50 si comincia a risalire, a 60 ci attende un’estasi esistenziale.

 

A QUALE ETÀ SI È PIÙ FELICI?
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Sembra una contraddizione, ma studi scientifici affermano che si è più felici dai 50 anni in poi.
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Mentre dai 35 ai 50 anni tutto sembra cadere e si viene sopraffatti da preoccupazioni, impegni, lavoro e responsabilità capaci di scavare rughe sempre più profonde nella pelle, è proprio quando i capelli vengono lasciati al proprio destino e il giro vita aumenta preoccupantemente che la soddisfazione è a portata.
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Lo afferma uno studio denominato HILDA dell’Università del Melburne conferma quanto già era noto da tempo. Si tratta di una ricerca realizzata ogni anno monitorando la vita di quasi 27.000 australiani durante le varie fasi della vita. Si parte dall’inizio o quasi. I bambini per definizione sono felici o dovrebbero esserlo. Cosa purtroppo non sempre possibile, ma almeno nelle nazioni occidentali i primi seri problemi nei giovani inizierebbero dal 15 esimo anno d’età fino ai 20 anni circa, per proseguire fino alla metà dei 30.
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L’asse delle ascisse indica l’età, quello delle ordinate la felicità

Persino Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’economia 2001, sembra credere alla bontà della midlife:

“Credo effettivamente che quando siamo giovani, pienamente attivi, entriamo in un rapporto ansioso con ciò che vogliamo diventare. Facciamo scelte azzardate per insicurezza. Quando raggiungiamo la metà della nostra vita professionale, familiare, patrimoniale sappiamo più o meno dove andiamo. E anche se ci capita di cadere riusciamo a rialzarci e ripartire”

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COSA APPRENDERAI AL CORSO DI SKILLS EMPOWERMENT?
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Inizialmene a rifiutare la negatività. Stiamo dicendo a te! Sai come funziona. Invece di coltivare pensieri utili e razionali, finisci per pensare cose come Sono un fallito. Non otterrò mai niente, qualsiasi cosa io faccia, quindi perché continuare a insistere?. Ultime notizie: sono solo pensieri, non fatti. Sono emozioni, e le emozioni cambiano. Quando ti ritrovi ad avere pensieri negativi, obbligati a fermarti immediatamente prima che la situazione peggiori, oppure fai qualcosa per migliorarli. “Sono un fallito” diventa “Oggi è stata una brutta giornata e ci sono cose che non mi sono riuscite. Domani è un altro giorno”. Non è tutto bianco o nero. Niente è assoluto. Quando dicono “Prima o poi tutto passa”, è proprio a queste situazioni che si riferiscono.
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Se riesci a generare contatti proficui, a esprimere la giusta pretesa e a creare una squadra competitiva raggiungerai il successo personale e professionale

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“Per questo – spiega ancora Stefano Pigolotti nel primo modulo del corso SKILLS EMPOWERMENT® metteremo le persone in condizione di avere uno spunto positivo nella vita acquisendo informazioni dall’attività del Marketer” e inoltre “Aumentando le competenze relazionali e operative nello sviluppo di attività imprenditoriali, professionali e commerciali (vendita)”.

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