Cosa fa il consulente finanziario?

Cosa fa il consulente finanziario?

Fra le novità finanziarie di quest’anno troviamo MIFID 2, una direttiva europea sui servizi finanziari, con lo scopo dichiarato di aumentare le tutele per gli investitori, aumentando le informazioni a disposizione e nuovi regolamenti per imprese e intermediatori finanziari. Fra le principali novità introdotte da questa direttiva troviamo una maggiore chiarezza dei costi dei prodotti finanziari in cui si investe, come l’obbligo di dichiarazione di tutte le voci di spesa al momento dell’acquisto del prodotto finanziario e andranno rendicontate almeno una volta all’anno, con i relativi impatti sui rendimenti. Inoltre tutti gli investitori dovranno essere sottoposti a una valutazione di adeguatezza dei rischi, che analizzerà le conoscenze ed esperienze in materia di investimenti, prendendo anche in considerazione la situazione finanziaria e gli obiettivi di investimento.

Un altro importante aspetto è legato ai consulenti finanziari, che dovranno specificare sempre se la consulenza è prestata su base indipendente o meno. Nel primo caso il consulente, non legato a un produttore, sarà remunerato solo con una commissione legata alla consulenza mentre nel secondo caso il consulente sarà pagato con le retrocessioni. Il consulente, comunque, dovrà sempre essere formato e dovrà sempre specificare la gamma dei prodotti sui quali presta consulenza. Andrà poi specificato che la consulenza è basata su un’analisi del mercato ampia o più ristretta delle varie tipologie di strumenti finanziari. Dato che però la cultura finanziaria media degli italiani è abbastanza bassa, come in parte hanno dimostrato i crack bancari degli ultimi anni, con prodotti ad alto rischio venduti come sicuri, può essere interessante porre alcune domande a chi si propone come consulente finanziario. Iniziamo però ad analizzare quali siano i compiti di un consulente finanziario.

Come è intuibile già dal nome, il compito principale è quello di offrire un servizio di consulenza finanziaria personalizzata per ogni cliente, sia attraverso il “questionario MiFID”, sia attraverso diversi colloqui particolarmente approfonditi, in modo da comprendere bisogni, obiettivi e budget a disposizione dei singoli clienti. Sapere come i moduli e i questionari profilino ognuno di noi consente di capire i propri limiti, e consentono anche di comprendere come i sistemi informatizzati ci vedano. Ciò consente anche di apportare alcune modifiche, se non ci si sente rappresentati, in modo da avere una personalizzata più adatta alle proprie conoscenze finanziarie e al proprio profilo di rischio.

Fra i consigli che gli esperti danno, si trova quello di non accettare mai a scatola chiusa ciò che viene proposto, ma di chiedere spiegazioni, anche molto dettagliate. Ciò consente di comprendere al meglio le ragioni che hanno portato il consulente a proporvi un investimento rispetto a un altro. Allo stesso modo, chiedere di confrontare assieme le cifre, i costi e i ricavi previsti, è un modo per migliorare le vostre conoscenze finanziarie e valutare al meglio, sia l’investimento in se, sia nell’ottica del portafoglio nel suo complesso, dato che ogni investimento deve essere perfettamente integrato con gli altri, al fine di massimizzare i ricavi.

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