Lotta alle plastiche: aggiornamenti dal Pacifico

Lotta alle plastiche: aggiornamenti dal Pacifico

La lotta all’inquinamento, specialmente relativo alle plastiche, è fonte di invenzioni e proposte quasi quotidiane, ma poche raggiungono stadi di sperimentazione avanzati, specie se hanno obiettivi ambiziosi come ripulire gli oceani. Nel corso del 2018 è stato varato il periodo sperimentale di Ocean Cleanup, uno dei progetti più eccitanti e importanti per la salute degli oceani e, di conseguenza, per l’intero pianeta. Il macchinario, noto come Ocean Array Cleanup, era diretto verso una delle grandi isole di plastica, che si formano per via dell’azione delle correnti marine, che arrivano a formare un vortice che cattura e assimila al suo interno le materie plastiche, arrivando a coprire un’area di oltre un milione di km quadrati. Dopo quattro mesi però il macchinario è dovuto rientrare in porto.

Durante uno degli ultimi controlli sul funzionamento del macchinario, che sfrutta le correnti marine per attivare le barriere galleggianti di cui è composto, è risultato che un pezzo di circa venti metri si era staccato, forse per via dell’”affaticamento” dopo aver eseguito oltre 100 cicli di carico. La sezione principale è comunque rimasta stabile, ha fatto sapere la compagnia attraverso il proprio portale, e le paratie sono intatte. Sembra inoltre che la macchina non sia in grado di trattenere correttamente la plastica raccolta, l’ideatore di Wilson, il 24enne Boyan Slat, ritiene che la causa possa essere la bassa velocità della barriera, alimentata ad energia solare, e attualmente un gruppo di ingegneri sta studiando una soluzione.

Si tratta quindi di problemi che non dovrebbero essere insormontabili, causando solo un lieve rallentamento al progetto “Quello che stiamo cercando di fare non è mai stato fatto prima – ha affermato il fondatore di Ocean Cleanup – quindi, naturalmente, ci aspettavamo di dover ancora sistemare alcune cose prima che il progetto diventasse pienamente operativo”. “Wilson – il soprannome del macchinario raccoglitore di plastica –  potrebbe avere un maggiore impatto sulle correnti che trasportano le materie plastiche di quanto inizialmente previsto”, si legge sul sito della società olandese. Le problematiche riscontrate in questi mesi non erano state rilevate in fase di prototipazione e di modellazione in scala, anche se, come dichiara Slat, “l’unico modo per vedere veramente come avrebbe funzionato il sistema era metterlo nell’ambiente per cui è stato progettato, dove si è rivelato ampiamente efficace, poiché la maggior parte del design ha resistito alle prove del Pacifico. Per la fase beta di una tecnologia, questo è già un successo”.

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